“Abbi cura di te”

“Abbi cura di te” mi ha augurato Luisa, la cara Luisa, con la sua premura, gentilezza, sensibilità, con il suo affetto.

La ringrazio di vero cuore.

Ho sempre ragionato sulla bellezza di alcune parole o espressioni, e devo dire che “Abbi cura di te” è l’espressione, nella lingua Italiana, che più mi piace. Ha un suono bellissimo e soprattutto è un invito, ancor più che un augurio, a tutelarsi, ad avere rispetto, interesse, amore e pensiero, nei confronti della propria persona. Alla base c’è un sentimento affettuoso, caritatevole, umano e prezioso che sintetizza il concetto: “non trascurarti.” E forse aggiunge anche “Donati più cura, quindi più amore, più tempo, dedicati attenzione. Non meriti meno tempo, cura, attenzione e amore degli altri, di chiunque altro, che ti passi accanto.”

È una frase che mi va dritto al cuore, un pò me lo spalanca, mi ricorda che Io esisto.

Esisto non solo come lavoratrice, donna cerebrale e complessa con mille zavorre, paure e resistenze; esisto soprattutto come pezzo di carne, un mucchietto di ossa, un cuore che batte e piccoli organi che fanno miracoli tutti i giorni per svolgere il loro compito, tra sangue che esce e che entra, come l’aria che respiro.

Ti accorgi di essere un organismo vivente, fragile e vulnerabile, quando sei dentro un macchinario per fare la TAC o quando vedi il tuo sangue che deve riempire più provette per campionare e analizzare eventuali patologie di cui non sapevi nemmeno l’esistenza.

Oggi ho avuto paura e non sapevo se ridere di me, delle mie ansie e insicurezze che si ripercuotono anche nelle cose più banali, tipo nel fare la fila in accettazione o nella sala d’aspetto, ancor prima di diventare “paziente” dove sì che la paura ha una base razionale di tutto rispetto; oppure se provare più tenerezza per quelle signore anziane, fragilissime, che erano in fila prima e dopo di me.

Mi sono chiesta più volte “se ho paura io – di non sentire annunciare il mio nome – di non capire la procedura da fare – di dimenticarmi di chiedere quelle note aggiuntive di cui si era parlato – e di chissà quali altre innumerevoli cose; chissà quanta paura può avere quella signora, molto più anziana di me, e allora chissà quanta paura può avere un immigrato che non conosce bene la lingua, che non ha riferimenti….”

Bisognerebbe che tutti stessimo male ogni tanto così che all’onnipotenza che spesso sfocia in aggressività, esuberanza, prepotenza, mancanza di rispetto per gli altri, si potrebbe sostituire l’umiltà, un senso di rispetto e gratitudine ed una maggiore tenerezza, carità cristiana e riscoperta della solidarietà che dovrebbero essere alla base di una società civilizzata.

Ah! Le parole che più mi piacciono sono:

in Italiano “Anima”

in Ingese il verbo “To share” (“condividere”)

in Spagnolo il verbo “Compartir” che, neanche a farlo apposta, anch’esso significa “condividere”.

34 pensieri su ““Abbi cura di te”

  1. E quando ci si rende conto di certe cose, si condividono certe paure, un po’ ci si adotta, come abbiamo fatto io e te o come la signora di 84 anni in stanza con me a Candiolo che mi ha fatto da nonna quando eravamo tutte e due sole davanti al mostro…sarebbe bello però che certi meccanismi ci fossero anche nella felicità!
    Abbi cura di te bellezza e splendi sempre tanto!

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  2. L’ha ripubblicato su words and music and storiese ha commentato:
    Ripubblico questo post, un po’ perché Rebecca mi coinvolge, ma soprattutto perché trovo le sue riflessioni preziose e profonde.
    Aggiungo che in questi anni di presenza su WordPress ho avuto la fortuna di incontrare moltissime persone di grande valore, della cui amicizia “virtuale” – che considero un dono realmente tangibile – sono infinitamente grata.

    I am reblogging this post, not only because Rebecca mentioned me , but above all because I find her reflections precious and profound.
    I have to add that in these years in which I have been present on WordPress I have had the opportunity to meet a lot of valued people, whose “virtual” friendship – which I consider a truly tangible gift – I am enormously grateful for.

    Piace a 1 persona

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